L’8 marzo: un giorno senza le donne. Sciopero globale per equità e diritti.

In occasione della Giornata internazionale della donna moltissime donne si sono organizzate per scioperare e manifestare in oltre 30 paesi di tutto il mondo. Una rete globale per difendere i diritti del presente e del futuro, perchè si sciopera per ottenere l’uguaglianza, non la protezione.

Si protesta contro una diseguaglianza strutturale tra uomini e donne, contro la violenza imagessssssssdsulle donne, per un migliore accesso all’interruzione di gravidanza e più eque politiche sulla migrazione. Sulla scia della Women’s March – movimento femminista americano che da gennaio non smette di protestare contro il Presidente Donald Trump – continuano le manifestazioni per chiedere NON TUTELA MA PARITA’. Equità.

Le donne non lavoreranno per un giorno e non faranno acquisti, per rendere evidente il valore del loro lavoro e del loro ruolo di consumatrici. Diverse modalità per uno stesso grande obiettivo: sensibilizzare e contrastare le grandi diseguaglianze come il “Gender Wage Gap” ovvero il divario salariale tra gli stipendi degli uomini e delle donne, senza alcuna ragione di esistere ancora nel 2017, se poi ci vantiamo di essere una società civile. Ma forse società civile poi non siamo proprio se sentiamo che un delegato polacco al parlamento europeo – durante il dibattito sull’equità salariale – afferma senza vergogna alcuna che “è assolutamente giusto che le donne guadagnino meno perchè sono meno intelligenti, sono più deboli, più piccole e devono per questo guadagnare meno” nel più degradante trionfo della misoginia.

L’8 marzo si sciopera tutte insieme. Ognuna nel suo piccolo può partecipare al cambiamento. Per i diritti, la libertà e la parità. Perchè i diritti delle donne sono i diritti dell’uomo, sono diritti fondamentali per una società che si dica civile ed evoluta. Sono i pilastri di una società in cui tutti ci riconosciamo e che difendiamo con tutte le nostre forze quando un “nemico” vuole colpire proprio quella nostra identità; ma allo stesso tempo non preme a nessuno passare dai principi alle leggi, dalle idee ai fatti.

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Difendiamo un’identità che non ci appartiene, che non ci rappresenta – se non sulla carta (di trattati e costituzioni). Difendiamo e sbanderiamo una nostra CIVILTA’ e un nostro PROGRESSO senza considerare che la qualità della nostra vita sta scemando sempre più e che veniamo privati ogni giorno di possibilità e diritti.

L’8 marzo si lotta. L’8 marzo saremo di nuovo tutti presenti per provare a creare un futuro migliore. Per invertire la tendenza. Per cambiare.

A cura di

Francesca Benedetti

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