DOMANI AL VOTO. I ragazzi rispondono con le loro idee e riflessione sulla Riforma Costituzionale

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Ho chiesto ad alcuni ragazzi e ragazze se avessero voglia di palesare la loro preferenza di voto per l’ormai prossimo Referendum Costituzionale e le loro motivazioni. Se ne è parlato molto, con campagne elettorale che hanno spesso toccato il fondo del peggior Trash italiano, accompagnati da slogan che hanno gettato di tutto nel “pentolone” e poca attenzione ai contenuti. Un’offesa alla nostra intelligenza, a mio parere. Ora che i giochi sono fatti, ad un giorno dal Referendum pubblicherò le Voci di alcuni miei amici e persone vicine per lasciar esprimere le idee e motivazioni di ciascuno! Ringrazio tutti i ragazzi che hanno partecipato e mi hanno risposto da subito con entusiasmo!

  • Eleonora Battestini, 23 anni, studentessa in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Roma Tre, Dirigente Roma Capitale presso Forza Italia Giovani, da Ascoli Piceno:

Andare a votare il 4 dicembre è molto importante perché il referendum costituzionale non ha il quorum. 
Votare compatti No il 4 dicembre è l’unico modo per conservare la democrazia, ovvero il potere nelle mani del popolo.
Voto No perché questa riforma non abolisce il Senato, bensì riduce la nostra democrazia togliendoci l’elezione diretta dei senatori e mettendo come tali consiglieri regionali e sindaci che saranno prettamente espressione della maggioranza. 
Voto No perché questa riforma ci da l’impressione di voler ridurre i costi, ma i costi rimarranno in quanto il Senato continuerà ad esserci; ci dà l’impressione di voler ridurre i tempi per il processo legislativo, ma nella realtà verrano tolti pesi e contrappesi, quei checks and balances indispensabili per controllare l’operato della maggioranza.
Voto No perché la riforma elettorale collegata a quella costituzionale consegnerà la Camera nelle mani del leader del partito vincente (anche con pochi voti), dando il premio di maggioranza alla singola lista. 
Io questo lo chiamo controllo da parte di pochi o del singolo, io questo lo chiamo autoritarismo o anche dittatura. 
Io scelgo la democrazia. IO VOTO NO.
  • Karim Thib, 23 anni, laureato in Economia all’Università degli Studi di Tor Vergata, da sempre appassionato di Politica, da Albano Laziale:

Siccome non voglio cadere nel paradigma di quelli che dicono sempre no, tipico di quella sinistra un po’ antiquata, non nascondo che ho riflettuto molto prima di decidere, ho letto, ho confrontato; ma adesso posso dirlo con fierezza: IO VOTO NO! Voto no anche se la riforma partiva da necessità sfortunatamente vere. Troppi anni in cui, con maggioranze risicate, fare scelte politiche era impossibile (come nel 2006), ci hanno spinto a chiedere più chiarezza ed efficienza, senza leggi che scompaiano tra un ping-pong e l’altro o innumerevoli e fastidiosi decreti d’urgenza, che rispecchiano la volontà del governo e non del parlamento eletto. Ma la colpa è della Costituzione? O forse era delle pessime leggi elettorali? E forse della bassezza della politica recente, più intenta ad allegare migliaia di emendanti, quasi fosse uno sport, che essere disposta a collaborare? Voto NO. Ma perché? Anche tu come me sognavi l’abolizione del CNEL, l’obbligo di deliberazione sulle leggi popolari (ma sarà poi vero? Leggete bene il nuovo articolo 71), il superamento del bicameralismo perfetto, e sei affezionato all’idea di una delle due camere legate al territorio?! Peccato, sogni infranti. La riforma è scritta malissimo, ed usa queste poche utili novità come esche. La verità è che il Senato viene rimpicciolito (meglio i grandi numeri, più difficili da comprare per intero) ma non abolito, come sognavamo, e come qualcuno sostiene forsennatamente; e purtroppo sarà eletto dalla peggiore casta politica italiana, quella regionale! Qui ho sentito dire di tutto, ma fidatevi, l’unico dato di fatto è che non esiste ancora una legge, se mai esisterà, per far eleggere i senatori dai cittadini, ma sono le regioni stesse ad eleggerli (nuovo art. 57). E poi? Cosa aggiungiamo? Vi pare poco! Ma c’è dell’altro! Il fatto che comunque il Senato potrà esprimersi sulle leggi, con procedimenti legislativi (più di 10 con la nuova riforma) ben poco chiari, e tempi ancora superiori ai 3 mesi: altro che addio ping-pong tra le due camere! E come faranno questi senatori a lavorare bene se sono anche sindaci e devono occuparsi delle loro città?! Tanto a Palazzo Madama sono aperti solo martedì e mercoledì direte voi; avete ragione! E del fatto che servano 150.000 mila firme per proporre una legge di iniziativa popolare, e non più 50.000? E che si centralizzi il potere dalle regioni allo Stato? E che il Presidente della Repubblica sia eletto con soglie ben inferiori?!? E del fatto che non semplifichiamo, ma rendiamo la Costituzione solo un pesante “fardello” da leggere? E poi, quanta violenza psicologica ci stanno facendo? I mercati, l’instabilità, il governo tecnico, Grillo al governo: queste sono cose, che se accadranno, non sarà certo per colpa della Costituzione, che è la stessa da 70 anni (e che fornisce le garanzie per difendersi da governi pericolosi, anche autoritari), ma della volontà del governo che ha agito male in passato, e che potrebbe agire male in futuro (ad esempio se Renzi si dimettesse, trappola che si è creato lui stesso). Mi dispiace, è soddisfacente cambiare, purché si faccia in meglio; ed accentrare (troppo) non mi è mai piaciuto. Viva la Costituzione delle garanzie!

  • Alberto Annarilli, 23 anni, laureato in Musicologia all’Università degli Studi di Tor Vergata, insegnante di Musica, da Ariccia:

Ho 23 anni, mi sono laureato sia in Italia, a Roma Tor Vergata, sia a Londra, alla University of West London, in materie musicali. Credo fermamente nel Bello, e l’Italia è la patria del Bello. Dobbiamo aiutarla a risollevarsi, siamo stati piegati da anni ed anni di sprechi inutili e tagli insostenibili, in passato si è sperperato sulle inutilità e si è tagliato sulle priorità: la scuola e la cultura. Credo fermamente nella validità di questa riforma costituzionale, credo fermamente nelle capacità di Matteo Renzi. Scommettiamo sul futuro, scommetiamo sul Sì! IO VOTO Sì!

  • Francesca Benedetti, 23 anni, laureanda in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Roma Tre, autrice del blog Voce Donna, da Ariccia:

Domani, al referendum, voterò NO. Non nascondo che per arrivare a questa scelta c’è voluto del tempo per leggere il testo della Riforma e soprattutto per analizzarla senza giudizi a priori. Era così difficile, per me, pensare di votare come Salvini e Berlusconi che più volte mi sono interrogata e riletta la riforma, come se mi fosse sfuggito qualcosa! Ma la verità è questa. IO VOTO NO! Non per fare dell’opposizione spicciola a Renzi, non per riempirmi la bocca con parole come DEMOCRAZIA e POPOLO (quando poi si è i primi a fregarsene favorendo i pochi imprenditori e finanzieri ai molti lavoratori). Io voterò No a questa riforma perchè la nostra Costituzione è stata pensata proprio in funzione di arginare le possibili derive autoritarie dei governi che si sarebbero succeduti al governo, e questa riforma vuole consegnare un potere troppo grande alle maggioranze. Voterò No perchè NON SI CAMBIA TANTO PER CAMBIARE, SI CAMBIA PER MIGLIORARE. I buoni propositi di questa riforma (la riduzione dei costi delle Istituzioni e della Politica e la più veloce approvazione delle leggi) potrebbero essere percorsi anche con leggi ordinarie, ma non fa comodo: ricordo a tutti che il JOBS ACT o il decreto Salva Banche sono passati in tempi più che rapidi. Agli amici che votano Sì sottolineando che ci si lamenta per il numero di senatori quando la riforma (nonostante le sue pecche) lo ridurrebbe a 100, io rispondo di voler 320 membri (315 eletti + 5 a vita) ma con stipendi ridotti e meno impiegati e porta-borse: NON SERVE STRAVOLGERE LA NOSTRA COSTITUZIONE PER FARE CIO’ CHE SERVE A QUESTO PAESE. Per non parlare dello slogan secondo cui con la vittoria del Sì le donne avrebbero avuto più “possibilità” di accedere alle cariche politiche: un principio già esistente nella Costituzione! Anche se molti lo dimenticano.

  • Marco Mammola, 30 anni, vicino ai principi del Movimento 5 Stelle, ci scrive direttamente da Dublino in Irlanda:

Ci siamo, manca poco, finalmente dopo mesi di campagna referendaria, sapremo in che direzione andremo. Si perchè questa volta è un giro di boa, un punto di non ritorno, un salto indietro nella storia del progresso democratico. Questa campagna è stata combattuta ad armi impari, da un governo che dimentica di essere democratito e che asserve le istituzioni con arroganza e disprezzo, elargendo mance e bonus, garantendosi cosi consensi popolari da chi non eccelle in lungimiranza. Basta vedere chi sono i mandanti per aver chiara la decisione da prendere, ma noi vogliamo sapere modello e calibro del cannone che distrugge la costituzione, la più bella al mondo definita dagli stessi all’ultima tornata elettorale, chi ha acceso la miccia già lo conosciamo. Domani tutti contiamo uno, informatevi sul merito se ancora non l’avete fatto, e fate il vostro dovere da cittadini liberi e consapevoli. Non sono entrato molto nel merito perchè, per essere fedele ai miei principi, mi batterò sempre affinchè ognuno scelga liberamente e senza condizionamenti. Chi mi conosce sa già quale casella barrerò!

Domani continuerò a pubblicare le vostre opinioni e le vostre posizioni….. Per chi altro volesse partecipare a questo piccolo esperimento sociale può contattarmi sulla mia mail f.benedetti393@gmail.com!

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