GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI. La forza e il coraggio di una sorella che non si arrenderà mai

Scrivo questo elogio alla forza di Ilaria in quanto anche io sono una Sorella.

E sento, con tutto il cuore, di dedicare questo mio pezzo ad A.

Vorrei fare una piccola premessa per spiegarVi perchè scrivo questo articolo, ma soprattutto sperando di prestarvi, per qualche minuto, una lente speciale per poter leggere la storia di Ilaria e Stefano…

Più guardo la fotografia qui sotto, più mi accorgo che questa è la storia di tanti fratelli e sorelle. All’apparenza così diversi tra di loro, quasi agli antipodi, eppure parte della stessa cosa. Estremità di un legame indistruttibile.

Anche io conosco un fratello così diverso, un fratello che -all’apparenza- si definirebbe la “pecora nera” della famiglia per il suo essere così diverso. E magari è la stessa sorella a scherzare su di lui per il suo atteggiamento da teppistello.

Le cose cambiano quando qualcuno, che non sa proprio un bel niente di tuo fratello, si accontenta della sua apparenza per giudicarlo colpevole e massacrarlo di botte. Uccidendolo. Senza che tu possa intervenire. Senza che tu, da sorella, possa difenderlo.

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Sono passati sette anni. Era il 2009. Tutti possiamo avvertire quanto tempo sia passato, ma nessuno riesce davvero a sentire quanto questi sette anni pesino, come un macigno, nel cuore della famiglia Cucchi. Più di tutti pesano per Ilaria, la sorella di Stefano, che dopo aver pianto e sofferto per la scomparsa del fratello ha dovuto rimboccarsi le maniche e battersi per una Giustizia e una Dignità che non sarebbe arrivata altrimenti. Nonostante le mille litigate e i dispetti che ci si fa, tra due fratelli vi è un legame indissolubile ed eterno, e non voglio lontanamente immaginare cosa si provi nel vedere il corpo del proprio fratello, tumefatto e pieno di lividi, senza più vita. Stefano ucciso di botte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Stefano ammazzato, abbandonato e deriso. Massacrato di botte e lasciato ad agonizzare sotto gli occhi di medici e poliziotti, senza i suoi cari, senza dignità.

stefano-cucchi-sentenza-appello-1.jpgLa storia di Stefano è e potrebbe essere la storia di tutti. Anche quelli che non hanno mai avuto a che fare con droga e spinelli. E’ la storia di una famiglia che ha perso un figlio, un nipote, un fratello, perchè qualcuno si è fatto giustizia da solo. E’ la storia di un ragazzo che qualcuno ha ritenuto feccia, e meritevole di sofferenza, fino alla morte.

E’ la storia di una persona che amiamo che viene uccisa perchè qualcuno ritiene che debba morire, senza che a noi sia data la possibilità di difenderlo o salvarlo!

Io potrei morire al solo pensiero, lo giuro. Invece tutti abbiamo potuto ammirare Ilaria Cucchi, che per poter fare Giustizia ha dovuto affrontare l’inimmaginabile. Ha dovuto guardare negli occhi gli assassini di suo fratello senza potersi scagliare su di loro con tutta la rabbia e il dolore che aveva in corpo. Ha dovuto mostrare e guardare, senza sosta, le immagini del cadavere e delle lesioni. Ha dovuto ascoltare le registrazioni in cui Stefano chiede aiuto e nessuno fa nulla per lui. E nonostante tutto questo Ilaria è ancora lì, pur di onorare la promessa che ha fatto.

cucchi_ilasteOggi è un giorno importante per Ilaria Cucchi. Per la prima volta, dopo 7 anni, si parla in tribunale delle lesioni procurate a Stefano, del sangue nello stomaco e nei polmoni, delle lesioni spinali. Si dice chiaramente che se anche Stefano fosse sopravvissuto al violento pestaggio avrebbe riportato un’invalidità permanente del 35%.
Non è facile sentire queste parole, che echeggiano nelle aule di tribunale, ma finalmente la forza e il coraggio di Ilaria -che non si è mai arresa, neanche quando sembrava tutto perso- vengono ripagati.
Stefano Cucchi, potrebbe essere il fratello di ognuno di noi, e meritava la Dignità che il suo pestaggio codardo voleva sottrargli. E la Verità che in tanti hanno provato a seppellire.
Una dignità che hanno provato a calpestare più volte, per 7 anni, con assoluzioni, beffe, e presentando l’epilessia come la “più probabile causa di morte”. Quanti insulti per le orecchie della Famiglia Cucchi, ma ora si è finalmente più vicini alla Verità.

La Legge è uguale per tutti. Sicuri?  Una cosa è certa: la Giustizia Italiana non arriva da sola, bisogna lottare per ottenerla. Non affatto rincuorante.

a cura di Francesca Benedetti

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